La libertà di lettura nel mirino: come la restrizione dei testi nelle aule scolastiche sta cambiando la formazione delle nuove generazioni americane
Il nuovo rapporto di PEN America analizza l’impennata della censura scolastica, rivelando come il bando di testi educativi stia mettendo a rischio il diritto fondamentale all’informazione e alla conoscenza.
Accedere liberamente a libri e informazioni non è un privilegio: è una condizione essenziale per la salute di qualsiasi democrazia. Eppure negli Stati Uniti questa condizione è sempre più sotto pressione. La rimozione di testi dalle biblioteche scolastiche e dalle aule non è un atto neutro: configura una restrizione concreta di diritti civili e umani, con ricadute dirette sulla formazione dei giovani.
L’ultimo rapporto di PEN America documenta come questo processo — politico e culturale insieme — stia riducendo lo spazio di lettura disponibile nelle scuole pubbliche americane, con effetti sulla capacità degli studenti di confrontarsi con il mondo, riconoscere le proprie esperienze e sviluppare un pensiero autonomo. L’analisi riguarda 3.743 titoli unici banditi nel corso dell’anno scolastico 2024-2025 e traccia l’evoluzione di una censura che ha ormai assunto carattere sistematico.

La portata della censura scolastica e il ruolo dei giovani lettori
La maggior parte dei titoli rimossi, pari al 79%, è stata sviluppata e scritta per bambini e giovani. Durante l’anno scolastico 2024-2025, oltre la metà di tutti i titoli unici banditi, ovvero il 57%, rientra nella categoria libri per giovani adulti, mentre la letteratura per adulti rappresenta il 20%. Il restante 22% dei titoli include libri per le scuole medie, capitoli e libri illustrati.
È rilevante osservare il cambiamento rispetto all’anno precedente: nel 2023-2024 il 32% dei titoli banditi era destinato agli adulti, mentre nell’ultimo anno tale proporzione è scesa al 20%, a favore di una maggiore restrizione verso letteratura pensata specificamente per l’età scolare. Come sostiene l’autrice Judy Blume, la censura nasce spesso dalla paura, mascherata da indignazione morale, con l’illusione che eliminare la lettura di un tema possa impedirne l’esistenza reale.

L’impennata dei bandi sulla saggistica
Nell’ultimo anno scolastico si è verificata una netta inversione di tendenza nei contenuti presi di mira. Se la narrativa rappresentava l’85% dei titoli banditi nel 2023-2024, tale percentuale è scesa al 69%, mentre la saggistica è passata dal 14% a un sorprendente 29%. Sono stati documentati divieti su oltre 1.100 titoli unici di saggistica. La categoria dei titoli educativi e informativi è cresciuta, passando dal 5% del 2023-2024 al 13% del 2024-2025, arrivando a coprire quasi 500 titoli unici.
Tra i testi colpiti dalla censura figurano esempi come Home Life in Ancient Egypt di Leslie C. Kaplan e A Tour of Your Digestive System di Molly Kolpin. La lista include anche serie come Living Proud! Growing Up LGBTQ e la Coping Skills Library. Questa tendenza riflette una vena di anti-intellettualismo che mette in discussione fatti storici e biografie, come RuPaul di Maria Isabel Sánchez Vegara, o memoriali come La notte di Elie Wiesel, fino a testi divulgativi come Aztec, Inca & Maya di Elizabeth Baquedano e Challenges for LGBTQ Teens di Martha Lundin.

Analisi dei temi ricorrenti nei libri banditi
PEN America ha monitorato 20 filoni tematici all’interno dei titoli banditi. Oltre 2.000 titoli, pari al 57% di tutti i libri censurati, presentano temi di violenza non sessuale. Il 48% dei titoli copre temi di morte e lutto, mentre quelli dedicati a empowerment e autostima rappresentano il 39%. Per quanto riguarda specificamente la saggistica, il 52% dei 1.102 titoli banditi contiene temi di attivismo e movimenti sociali, una categoria che da sola costituisce il 27% di tutti i titoli unici proibiti nell’anno scolastico.
Tra i titoli di narrativa con temi di empowerment figurano Flor Fights Back: A Stonewall Riots Survival Story di Joy Michael Ellison e The Moon Within di Aida Salazar. La saggistica sugli stessi temi include volumi come #WomensMarch: Insisting on Equality di Rebecca Felix e IntersectionAllies: We Make Room for All di Chelsea Johnson, LaToya Council e Carolyn Choi.
La narrativa a rischio: classici e bestseller
Nonostante la crescita della saggistica, la narrativa rimane un bersaglio primario. I titoli colpiti dalla censura spaziano dai classici della distopia come Fahrenheit 451 di Ray Bradbury a moderni successi commerciali come la saga di The Hunger Games di Suzanne Collins. L’elenco delle opere a rischio include inoltre pietre miliari della letteratura come Il buio oltre la siepe di Harper Lee, insieme ad altre opere contemporanee di rilievo come Push di Sapphire.

Il dibattito sui contenuti sessuali e la violenza
Solo il 10% dei titoli banditi nel 2024-2025, pari a 377 su 3.743, contiene descrizioni esplicite di esperienze sessuali consensuali. Complessivamente, il 34% dei titoli includeva esperienze sessuali di vario genere, dato in calo rispetto al 40% dell’anno precedente. I titoli contenenti educazione alla salute sessuale e alla pubertà costituiscono l’8% del totale, tra cui spiccano You Know, Sex: Bodies, Gender, Puberty, and Other Things di Cory Silverberg e The Little Black Book for Girlz di St. Stephen’s Community House.
L’8% dei titoli è stato bandito per nudità, colpendo opere come Draw Me a Star di Eric Carle, mentre il 19% (724 titoli) contiene riferimenti a violenza sessuale, includendo opere premiate come The Nickel Boys di Colson Whitehead e il memoriale Shout di Laurie Halse Anderson.

L’impatto sulle comunità emarginate e sulle identità
Il 44% dei titoli banditi quest’anno, pari a 1.664 opere, presenta personaggi di colore, tra cui il classico A Raisin in the Sun di Lorraine Hansberry, il romanzo Little Fires Everywhere di Celeste Ng e il libro per ragazzi Santiago’s Road Home di Alexandra Diaz. Per quanto riguarda la comunità LGBTQ+, il 39% dei titoli, pari a 1.448 opere, presenta personaggi o persone di questo orientamento, con una crescita dei titoli riguardanti persone trans o genderqueer, passati dal 7% al 19%, tra cui avventure fantasy come Cemetery Boys di Aiden Thomas e il memoriale Pageboy di Elliot Page.
Vengono colpiti anche libri basati su metafore LGBTQ+ come And Tango Makes Three di Justin Richardson e Peter Parnell, My Shadow Is Pink di Scott Stuart e il libro biografico Were I Not a Girl: The Inspiring and True Story of Dr. James Barry di Lisa Robinson. Infine, il 10% dei titoli, ovvero 377 opere, dettaglia le esperienze di personaggi neurodivergenti o con disabilità, come I Never Promised You a Rose Garden di Hannah Green, Everything, Everything di Nicola Yoon e A Boy Called Bat di Elana K. Arnold.







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