Il giardiniere e la morte, un’intensa elegia sulla vita e sulla perdita

Il nuovo libro di Georgi Gospodinov è un’indagine lucida e poetica sulla malattia e sull’eredità affettiva di un padre, tra alberi da frutto e storie che non conoscono oblio.

La scomparsa di un genitore segna la fine di un universo interiore, un passaggio che Georgi Gospodinov affronta nel suo nuovo romanzo, Il giardiniere e la morte, edito da Voland nella collana Sírin. Con una scrittura che rifugge il dolore esplicito per accogliere una dimensione di pacata malinconia, l’autore bulgaro indaga il lascito di un padre attraverso le immagini quotidiane di un giardino che resiste allo scorrere del tempo.

Il giardino come metafora della memoria

Al centro della narrazione si staglia la figura di un uomo anziano che, durante una lunga e crudele malattia, trova rifugio nella cura della terra. Le piante da frutto e i fiori diventano il linguaggio ultimo di un padre che comunica attraverso i frutti della terra: “le sue parole erano mele, ciliegie, grossi pomodori rossi”. In questo spazio circoscritto si specchia la vita di un’intera nazione, una Bulgaria che appare al lettore povera e dignitosa, provata dalla sua storia. La cura costante di questo luogo non è solo un atto agricolo, ma un tentativo di preservare la memoria contro l’oblio, perché fiori e frutti, come le storie, sopravvivono alla morte di chi se ne è preso cura.

La poetica di Georgi Gospodinov tra tempo e ricordo

Il giardiniere e la morte si configura come una dichiarazione d’amore struggente, in cui un figlio amorevole assiste il padre durante il suo declino fisico. Georgi Gospodinov chiarisce subito la natura del testo, definendolo non come un libro sulla morte, ma come un’esplorazione della malinconia per la vita che se ne va. Il padre si trasforma in un moderno Sherazade, un narratore di storie che sopravvivono alla sua esistenza. La scrittura agisce come un amuleto, un mezzo per elaborare il futuro che avanza inesorabile: “la morte è un ciliegio che matura senza di te”.

Un percorso letterario di caratura europea

Nato a Jambol nel 1968, Georgi Gospodinov si conferma oggi come la voce più incisiva del panorama letterario bulgaro. La sua traiettoria, inaugurata dal successo di Romanzo naturale (Voland, 2007) e consolidata da opere come Fisica della malinconia (finalista al Premio Gregor von Rezzori e al Premio Strega Europeo) e Cronorifugio (Premio Strega Europeo 2021, International Booker Prize 2023), ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. La traduzione italiana di Il giardiniere e la morte, affidata a Giuseppe Dell’Agata (che firma anche una preziosa postilla al volume), restituisce con precisione il ritmo e le sfumature di una prosa che, anche in questa prova, riesce a definire l’indefinibile.

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