Lo scrittore romeno ospite del Festival abruzzere per raccontare l’epopea di Theodoros
Sabato 20 giugno, ore 20:00. Il Pontile di Francavilla al Mare diventa il palcoscenico per un incontro d’eccezione: Mircea Cărtărescu è ospite del Macondo Festival delle narrazioni. Lo scrittore romeno dialoga attorno a Theodoros, il suo romanzo pseudo-storico edito da Il Saggiatore. L’appuntamento è curato da Oscar Buonamano, con il contributo di Bruno Mazzoni (traduttore delle opere del maestro romeno) e le letture di Mario Massari. Un’occasione unica per analizzare una figura che ha ridefinito il confine tra storia e mito.
Un antieroe tra paradiso e inferno
Il protagonista è un uomo che ha giocato al rialzo con Dio. Nato come Tudor, garzone in Valacchia, finisce per indossare la corona di imperatore Tewodros II di Etiopia. Nel mezzo, una vita di saccheggi nel Mediterraneo. Pirateggia tra le isole greche. Accumula ricchezze. Sazia una fame che non conosce tregua. La sua anima resta un campo di battaglia. Angeli e demoni si contendono le sue spoglie. La brutalità della conquista si scontra con l’amore per la madre e la tenerezza per le donne che ha sfiorato. La vita di quest’uomo è un eterno conflitto.

Tre millenni in un solo destino
Cărtărescu costruisce un’architettura narrativa che travalica le epoche. Dai Carpazi al corno d’Africa, il romanzo pulsa di miti e testi sacri. La scrittura è torrenziale. Mare, sangue, polvere. Fuoco. L’autore ci mette di fronte a una domanda netta: quanto costa compiere il proprio fato? Theodoros non è una semplice narrazione, ma una riflessione totalizzante sul potere. Sulla gloria. Sulla fine. Il lettore si trova davanti a un testo che scava nelle leggende e nella storia che hanno dato forma al nostro mondo. Un’ascesa sanguinaria. Un declino inevitabile. Un finale sorprendente.
La voce di Cărtărescu
Mircea Cărtărescu è il punto di riferimento imprescindibile della letteratura di lingua romena ed eurpea. La sua bibliografia è densa. Dal capolavoro Solenoide alla trilogia di Abbacinante, il suo lavoro ha collezionato premi internazionali, dal Prix Formentor al Premio Mondello Internazionale. Più volte segnalato per il Nobel, l’autore conferma in quest’opera la capacità di fondere visione e realtà. La sua è una letteratura che non chiede permesso. Prende spazio.







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