L’autrice canadese scompone un decennio di riflessioni intime e le riassembla nei suoi Diari alfabetici
Cosa resta di una vita se eliminiamo il fattore tempo? È questa la domanda centrale di Diari alfabetici di Sheila Heti, l’ultimo libro dell’autrice canadese pubblicato in Italia da Il Saggiatore nella traduzione di Federica Aceto. L’opera raccoglie un decennio di diari privati dell’autrice, smontati frase per frase e completamente riassemblati in ordine alfabetico.
Uscito in origine come Alphabetical Diaries nel 2024, il progetto ha avuto una lunga gestazione: un primo estratto era apparso sulla rivista n+1 nel 2014, la serializzazione a puntate sul New York Times è del 2022. Solo dopo è arrivata la forma definitiva del volume.
La struttura del libro: un esperimento di scrittura a vincolo
Per dieci anni Sheila Heti ha registrato la propria quotidianità nello spazio protetto del diario personale: riflessioni nate senza un pubblico previsto, senza una struttura narrativa, con i giorni che si depositavano sulla pagina uno dopo l’altro. Poi il tradimento. Heti ha isolato ogni singola frase del suo diario e le ha riorganizzate seguendo un criterio rigido e inflessibile: la lettera iniziale di ogni frase, dalla A alla Z.
Via le date. Via la sequenza. L’operazione priva il diario della sua caratteristica fondante, e abolendo la logica di causa-effetto l’ordine alfabetico ridistribuisce completamente il senso del testo. Nella stessa pagina convivono momenti distanti anni: relazioni sentimentali e amicizie, riflessioni sul sesso e ambizioni letterarie, città attraversate e note sul meteo. Ogni gerarchia narrativa salta, e un’osservazione banale può seguire immediatamente una confessione intima e profonda.

Lo stile e i temi: da Perec a un’intima polifonia
L’espediente si inserisce nella tradizione della scrittura a vincolo di Georges Perec e Raymond Queneau, dove la costrizione formale diventa il motore per generare un nuovo senso. Heti la applica al genere che meno sembrerebbe tollerarla — l’autobiografia, il memoir — e porta avanti la ricerca sulla forma del romanzo già avviata con i suoi precedenti successi, Maternità e Colore puro.
Quando la narrazione smette di comportarsi come una storia lineare, il testo si trasforma in una polifonia di voci. Dalla lettura emergono pattern ricorrenti, fissazioni, ossessioni che tornano. Ed è proprio attraverso queste ripetizioni che la struttura alfabetica rivela l’identità dell’autrice più a fondo di quanto farebbe un racconto cronologico tradizionale. Diari alfabetici diventa così un autoritratto in frantumi che spetta al lettore ricomporre, lettera dopo lettera.
Tutto quello che c’è da sapere sul libro
Di cosa parla Diari alfabetici di Sheila Heti?
Il libro raccoglie i diari personali tenuti dall’autrice per dieci anni. Le singole frasi sono state separate e riorganizzate in ordine alfabetico anziché cronologico, mescolando temi come l’amore, il sesso, l’amicizia e la scrittura per far emergere le ossessioni ricorrenti di una vita.
Diari alfabetici è un romanzo o un diario?
L’opera nasce da un diario autentico, ma la sua riorganizzazione strutturale la trasforma in un esperimento letterario che si colloca tra il memoir e la scrittura a vincolo. È un libro in cui la forma e la struttura contano quanto il contenuto.
Chi pubblica Diari alfabetici in Italia?
L’edizione italiana è pubblicata da Il Saggiatore, con la traduzione di Federica Aceto. L’originale, Alphabetical Diaries, è uscito nel 2024.
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