Tra le case deserte spuntano i murales d’autore: come la cultura dei fumetti giapponesi manga sta ridisegnando i confini di un borgo sperduto nel mare
Il cemento parla. Racconta storie di pirati, medici eroi e adolescenti dagli occhi giganteschi. Chi sbarca a Takaikamishima — un fazzoletto di terra di appena 1,34 chilometri quadrati sperduto nel Mare Interno di Seto — si ritrova proiettato dentro un’allucinazione visiva pop (video). I muri delle case abbandonate sono vivi, coperti da oltre trenta opere giganti che ritraggono i protagonisti dei fumetti giapponesi manga.
C’è un contrasto stridente, quasi surreale, che salta subito all’occhio. I personaggi disegnati sono ovunque, mentre gli esseri umani in carne e ossa quasi non esistono più. L’isola conta appena 11 residenti fissi. Una comunità microscopica, aggrappata allo scoglio per evitare che il paese diventi completamente disabitato e sparisca del tutto dalle mappe geografiche della prefettura di Ehime.
Il crollo demografico e la fuga degli abitanti dall’isola
La popolazione è colata a picco. Nel 1970 le strade del borgo risuonavano delle voci di 184 persone, poi il vuoto ha inghiottito l’isola. Per fermare questa emorragia silenziosa, due amici hanno deciso di tentare una mossa disperata.
L’idea è nata dalla rabbia di Sadamu Kimura (74 anni), uno degli ultimi difensori del posto, e dal pragmatismo di Osamu Hasebe (76 anni), un imprenditore medico della prefettura di Yamanashi, rimasto stregato dalla bellezza selvaggia di Takaikamishima vent’anni fa durante la sua prima visita.
La nascita dell’idea dei murales d’autore per salvare il borgo
Quando i residenti hanno chiesto ai due uomini di inventare un disegno per decorare la facciata grigia del centro comunitario, la scelta è caduta immediatamente sulle tavole dei disegnatori più amati. Bisognava catturare lo sguardo dei bambini, ma anche scuotere gli adulti dal torpore dell’isolamento.
Hasebe ha deciso di bussare alla porta di un peso massimo del settore, il celebre fumettista Takatoshi Yamada (66 anni), autore del popolarissimo manga “Dr. Koto’s Clinic”, un’opera monumentale diventata poi un cult tra cinema e serie televisive.
Il parallelo con il Dr. Koto e l’effetto domino tra i mangaka
La trama di quel racconto — incentrata sulle peripezie di un medico in un’isola remota e priva di servizi — rispecchiava in modo speculare e doloroso la realtà di Takaikamishima. Yamada ha capito subito il dramma, donando un suo disegno originale agli artisti che nel 2016 hanno completato il primo grande murale sul porto.
Da quel momento si è innescato un effetto domino. Su invito dello stesso Yamada, altri grandi maestri della matita si sono uniti alla causa, trasformando le facciate degli edifici disabitati in una galleria d’arte a cielo aperto che oggi conta più di 30 illustrazioni.
L’inaugurazione della Manga School e lo sbarco dei primi studenti
La quiete dell’isola si è interrotta bruscamente il 27 aprile scorso. Il primo traghetto del mattino ha scaricato sul molo un’ondata di energia: circa 20 studenti delle scuole elementari e medie della vicina cittadina di Kamijima sono sbarcati insieme a giornalisti e autorità locali per l’inaugurazione ufficiale della Takaikamishima Manga School.
I laboratori didattici hanno preso possesso dell’edificio della vecchia scuola locale, una struttura che era stata sbarrata e abbandonata anni fa dopo il trasferimento delle ultime famiglie con figli. Quel giorno, i banchi sono tornati a riempirsi per un laboratorio speciale alla presenza di tre autori d’eccezione: Shinbo Nomura (autore di “Tsuru Pika Hagemaru”), Yuichi Oshiyama (autore di “Abare Hanagumi”) e Tomoko Tsukamoto (autrice di “Koi wa Hanairo Mimozairo”).
I dettagli sui corsi estivi tra rette e lezioni di disegno
I corsi veri e propri prevedono sei lezioni intensive — concentrate in due weekend a tempo pieno al mese — distribuiti da fine maggio a fine luglio. La retta complessiva è di 80.000 yen (circa 555 dollari), una cifra che comprende anche il vitto e l’alloggio per i partecipanti all’interno della scuola riadattata.
Gli studenti, fino a un massimo di 30 iscritti, possono apprendere i trucchi del mestiere direttamente dai maestri del settore, imparando a gestire l’anatomia dei personaggi, la prospettiva degli sfondi, il design complesso di robot e macchinari e le tecniche di sceneggiatura per sviluppare una storia da zero.
Il sogno del lavoro da remoto e il ripopolamento dell’avamposto
L’obiettivo a lungo termine di Hasebe e Kimura è ambizioso: trasformare questo avamposto nel mare in un centro di rilevanza mondiale e in un luogo sacro per i manga. Chi impara a disegnare qui potrebbe un giorno diventare un professionista e decidere di trasferirsi stabilmente sull’isola, sfruttando la flessibilità del lavoro da remoto che caratterizza i fumettisti moderni.
Dietro le quinte di questo miracolo organizzativo si muove Masanori Baba, cinquant’anni, l’uomo che si è occupato dei preparativi per l’apertura della scuola. Baba rappresenta la prova vivente che l’isola può ancora attrarre nuova linfa.
La storia di Masanori Baba e il futuro della comunità locale
Nell’aprile dello scorso anno il cinquantenne ha preso la decisione radicale di mollare il suo impiego in una piccola fabbrica nella prefettura di Aichi per trasferirsi qui insieme alla moglie e alle due figlie in età scolare, portando la popolazione totale al numero attuale di 11 abitanti.
Da quando è sbarcato, Baba è diventato il motore immobile della comunità: gestisce la segreteria dell’istituto, lavora nella pensione e nel ristorante aperti dall’organizzazione locale “Nataore no Ki” e, proprio questo aprile, è succeduto a Kimura nel ruolo di capo dell’associazione dei residenti. Chi cerca l’ispirazione qui trova un tempo che scorre lento, una natura rigogliosa e un’atmosfera d’altri tempi che pulsa di una nuova, insperata speranza.







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